I 10 DIRITTI DEL LETTORE DI PENNAC 💭

RIFLESSIONI #18

Ciao a tutti bibliofili! 📚

Oggi parliamo dei famosi 10 diritti del lettore stilati da Pennac nel suo libro Come un romanzo. Un decalogo che riguarda tutti noi lettori😁

Questa rubrica prende il nome di “Riflessioni” ma non devono per forza essere solo le mie! Vorrei riuscire ad instaurare delle discussioni stimolanti e costruttive, quindi FATEMI SAPERE LA VOSTRA NEI COMMENTI!


 1- IL DIRITTO DI NON LEGGERE

Sacrosanto. Nessuno deve sentirsi obbligato a leggere o giudicato perché non si approccia alla lettura. I lettori non dovrebbero instaurare silenziose competizioni per constatare chi macina più libri nel minor tempo possibile: perché voler inquinare la bellezza dei libri con stupide imposizioni? Non avete voglia? E allora NON LEGGETE!
Pennac sottolinea anche come nessuno deve sentirsi rifiutato dalla lettura, i lettori hanno il compito di non creare un gruppo chiuso e poco invitante per gli estranei. Forse ci sfugge troppo spesso questo aspetto…

2- IL DIRITTO DI SALTARE LE PAGINE

Sincero sincero: non ho mai saltato una pagina. Ho sempre trovato questa pratica poco utile e anche poco condivisibile. Se vuoi davvero leggere un libro lo assapori dalla prima all’ultima parola. Magari troverai delle parti noiose o scritte male, ma fanno parte dell’opera! Se c’è qualcuno che salta le pagine, mi illumini nei commenti.

3- IL DIRITTO DI NON FINIRE UN LIBRO

Difficile da accettare, ma necessario. In tutta la mia esperienza da lettore mi è capitato veramente poche volte di abbandonare una lettura, ma il senso di liberazione che si prova nel separarsi da una storia che non fa per te è indescrivibile. E sabato arriverà proprio la recensione di un libro che mi ha fatto scappare via.

4- IL DIRITTO DI RILEGGERE

Non c’è niente da fare, ci sono stati dei libri che mi hanno incantato e che rileggo e rileggo e rileggo. Esempi? Fahrenheit 451, 1984, Il Piccolo Principe, Il Signore delle Mosche… E vi dirò di più: ad ogni rilettura si accede ad un livello di comprensione sempre più profondo e completo. Meraviglioso.

5- IL DIRITTO DI LEGGERE QUALSIASI COSA

Mai sentirsi giudicati per le proprie letture. Forse a volte i libri rivelano aspetti di noi stessi anche fin troppo intimi, che temiamo a mostrare alle altre persone. Non sembra, ma un libro è un oggetto dall’eloquenza spaventosa. Se qualcuno vi giudica e cataloga in base alle storie che leggete, vuol dire che semplicemente non merita la vostra presenza. Dai cavolo, abbiamo la fortuna di vivere in un Paese in cui possiamo leggere qualsiasi cosa senza censure, perché limitarci?

6- IL DIRITTO AL BOVARISMO

Il bovarismo, ovvero «la soddisfazione immediata ed esclusiva delle nostre sensazioni: l’immaginazione che si dilata, i nervi che vibrano, il cuore che si accende, l’adrenalina che sprizza, l’identificazione che diventa totale e il cervello che prende (momentaneamente) le lucciole del quotidiano per le lanterne dell’universo romanzesco».

Cos’altro aggiungere? Ho scritto una riflessione su tale argomento anche in questo articolo: PERCHÉ LEGGERE FA BENE?

7- IL DIRITTO DI LEGGERE OVUNQUE

Io leggo già ovunque😅
Forse l’unica situazione in cui non leggerei sarebbe un funerale… o un incendio. E comunque l’esperienza “leggi tra le fiamme e le ustioni di terzo grado” potrebbe essere stimolante.

8- IL DIRITTO DI SPIZZICARE

Siate onesti: chi non l’ha mai fatto?
Prendere un libro dallo scaffale, aprirlo ad una pagine casuale e leggere un paio di righe. Io ho solo un piccolo problema: ogni volta che ci provo finisce che scopro il mistero del romanzo. Non so come sia fisicamente possibile, ma che io apra il volume all’inizio, alla fine, alla pagina dei ringraziamenti o ad una bianca, finisce che mi rovino la storia. Forse dovrei smettere… forse.

9- IL DIRITTO DI LEGGERE A VOCE ALTA

Quanto è bello leggere a voce alta? Ogni tanto prendo tra le mani 1984 e recito dei dialoghi. Non che abbia studiato teatro o simili, ma adoro dare le diverse intonazioni e fingermi un narratore. Ditemi che non sono l’unico con questi problemi. VI prego.

10- IL DIRITTO DI TACERE

«L’uomo costruisce case perché è vivo, ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in un gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo. Le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere. E nessuno è autorizzato a chiederci conto di questa intimità».

Personalmente, mi piace anche parlare del perché mi piaccia così tanto leggere, ma forse ci sono degli aspetti che nemmeno io condividerei molto volentieri, sempre in virtù del fatto che i libri rivelano un mucchio di cose riguardo le nostre personalità. Lo trovo comunque un pensiero molto poetico.

In conclusione, penso che Pennac non abbia voluto tanto dettare delle regole o delle norme alla lettura, una delle attività più libere e personali che esistano. Credo che invece il suo intento fosse quello di dare 10 piccoli consigli, esortare i lettori a non temere nulla e a concedersi completamente a questa passione.

Voi cosa ne pensate? Conoscevate di già questi diritti? Fatemi sapere la vostra!

 

Peace✌

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13 pensieri su “I 10 DIRITTI DEL LETTORE DI PENNAC 💭

  1. SognidiRnR ha detto:

    Ho recentemente acquistato “come un romanzo” di Pennac in cui compare il decalogo, conto di leggerlo a breve giro 🙂
    Secondo me sono regole lecite e che spesso tendiamo a dimenticare!
    Ammetto di aver letto libri saltando le pagine: raramente eh però è capitato, ero infastidita dalla prolissità inutile di capitoli ripetitivi e poco interessanti ai fini della storia però non ero disposta ad abbandonare del tutto il libro, così ho saltato dei capitoli leggendoli a mozzichi e bocconi giusto per orientarmi all’interno della trama. Mi è capitato con “inferno” di Dan Brown: libro che ho trovato tremendo e deludente nell’insieme! I capitoli finali servivano solo ad allungare il brodo ed era fin troppo palese. Ci son rimasta malissimo perché da lui non me lo sarei mai aspettata… Alla fine per sopravvive ho saltato pagine, ero ormai bloccata, non me ne sarei mai liberata altrimenti 😅

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  2. Laura Parise ha detto:

    Bella l’idea di questo post. Mi è piaciuta. Personalmente non ho mai saltato capitoli, se già poco mi attira, saltando i capitoli rischio di mollarlo li perchè non ci capisco piu niente. Non ho mai lasciato un libro da parte, ma portati tutti a termine anche se in taluni casi molto dementi. Non mi è mai venuto in mente di andare a sbirciare qui e là tra le pagine. Letta la trama, parto con la lettura pagina dopo pagina. Capita di rileggere, e hai ragione a volte ci son passaggi che prima avevamo solo sfiorato. Mi piace molto l’ultima strofa che hai aggiunto. Complimenti

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  3. Emozioni ha detto:

    Si, li avevo letti su un blog che recensisce libri.
    Se vado in una libreria, ho il diritto di dare una sbirciatina. Devo sapere se il mio compagno di viaggio sarà palloso o divertente. Romantico od amante dell’avventura.
    Leggo ovunque. O quasi. Con un libro tra le mani, il resto si annienta. È una sensazione fantastica. Unica.
    Ho lasciato a metà, talvolta, la lettura, perché continuare mi rendeva nervosa.
    Leggo in silenzio. Ma ho sempre amato leggere ad alta voce ai miei figli.
    Mi dilettavo, dare voce ai personaggi. Esprimere toni di rabbia, di sorpresa, etc, per regalare il piacere della lettura.
    Non importa cosa si legge, la cosa fondamentale, è addentrarsi nelle pagine e lasciarsi trasportare dall’inchiostro…

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    • SegnaLibro ha detto:

      Anch’io ogni tanto leggo a voce alta a mio fratello (di solito Harry Potter)😉
      Come hai detto tu, se si riesce ad entrare in sintonia con la storia e a lasciarsi trasportare dalla narrazione, la lettura diventa qualcosa di unico ✌️

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  4. vali001sidewinder ha detto:

    Io sono d’accordo con tutti tranne quello di saltare le pagine.
    Se uno arriva a saltare delle parti di un romanzo perché gli sembrano noiose o qualsiasi altra cosa, allora vuole che non gli sta piacendo e tanto vale smettere di leggerlo.
    Almeno io faccio così, se mi viene voglia di saltare delle pagine allora capisco che la lettura va interrotta.
    Forse sbaglio io ma..

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