CHIEDI ALLA POLVERE: capolavoro.

BOOK REVIEW #12

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Autore: John Fante – Casa editrice: Einaudi – Genere: Romanzo – Pagine: 194

 

Questo romanzo è come l’estate: dolce, stupendo, intenso, scorre in un lampo, e quando è finito ti lascia una sensazione di impercettibile malinconia, il rimpianto di aver concluso una storia fantastica.


Non so voi, ma io questo libro non l’avevo mai sentito nominare, lo scovai alla Mondadori, lessi la trama e mi incuriosì. Decisi di comprarlo. Poche volte ho fatto una scelta tanto saggia. Non capisco il perché non sia acclamato e conosciuto da ognuno come capolavoro della letteratura americana del ‘900. Internet gronda di informazioni riguardanti questo titolo, ma io non l’avevo mai sentito nominare dal vivo, da qualche appassionato lettore, da qualche bibliofilo, mai.

Andiamo con ordine e cominciamo a prendere in esame la scrittura. L’italo-americano John Fante ci sa davvero fare, è un esempio cristallino di prosa avvolgente, carica di una straordinaria potenza espressiva ma allo stesso tempo scorrevole e non artificiosa. Brividi. Quasi ad ogni pagina mi soffermavo a rileggere un’espressione, una parola, una descrizione che mi aveva catturato ed affascinato. La storia e la scrittura legano perfettamente insieme rendendo Chiedi alla Polvere un libro sublime.

La storia è delle più semplici. Arturo Bandini, il protagonista, è un italo-americano che sogna di diventare uno scrittore di successo, e giunge a Los Angeles in cerca di ispirazione, a caccia di esperienze di vita da mettere nero su bianco nelle pagine dei propri racconti. Mentre si trova in un piccolo bar della città, conoscerà la cameriera Camilla Lopez, altro personaggio portante della trama, con cui intreccerà una relazione amorosa tormentata. Fine. Sembra una storia banalissima, e forse lo è, ma John Fante ha saputo trasformarla in qualcosa di assolutamente imprevedibile e incantevole. Come scrissi in questo articolo, “è uno dei compiti di uno scrittore degno di questo nome rendere intrigante ed avvincente la realtà di tutti i giorni” e l’autore di Chiedi alla Polvere vi riesce alla perfezione.

Veramente poche volte sono riuscito ad instaurare coi personaggi di un romanzo un’empatia tanto diretta e coinvolgente, Fante è addirittura riuscito a farmi commuovere, e fidatevi che io non sono uno che piange spesso, specie per i personaggi di un libro. Ciliegina sulla torta, questo è uno dei pochi libri che ho letto dotato di una conclusione degna di questo nome, che termina in modo dignitoso la storia e scocca un ultimo colpo di malinconia e meraviglia al lettore. Vi lascio con una citazione dell’autore:

Così ho intitolato Chiedi alla polvere, perché in quelle strade c’è la polvere dell’Est e del Middle West, ed è una polvere da cui non cresce nulla, una cultura senza radici, una frenetica ricerca di un riparo, la furia cieca di un popolo perso e senza speranza alle prese con la ricerca affannosa di una pace che non potrà mai raggiungere. E c’è una ragazza ingannata dell’idea che felici fossero quelli che si affannavano e voleva essere dei loro.”

 

Voi lo avete letto? Se sì, cosa ne pensate? Se non lo avete fatto, siete incuriositi? Avete già letto qualcos’altro dell’autore da consigliarmi? Fatemi sapere la vostra nei commenti!

 

Peace✌

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5 pensieri su “CHIEDI ALLA POLVERE: capolavoro.

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